Dal 14 al 19 giugno 2025, Genova ha ospitato i Campionati Europei Assoluti di Scherma, uno degli appuntamenti più importanti della stagione internazionale. Tra i protagonisti in pedana anche il nostro Filippo.
Una prova individuale difficile, ma giocata con coraggio
Filippo è arrivato a Genova con grandi aspettative. L’obiettivo era chiaro; giocarsi le proprie chance per una medaglia. Purtroppo, le cose non sono andate come sperato. Nonostante l’impegno e la determinazione, la gara individuale si è chiusa anzitempo con una sconfitta sofferta contro l’ungherese Daniel Dosa, 15-13, in un incontro tirato e molto teso. Una battuta d’arresto che, per un atleta del suo calibro, rappresenta una delusione, ma anche uno stimolo a ripartire con ancora più forza.
Il riscatto arriva con l’oro: una gara a squadre da incorniciare
Il riscatto, però, non si è fatto attendere. Nella gara a squadre, Filippo ha dato il meglio di sé, contribuendo in modo determinante alla conquista della medaglia d’oro europea insieme a Guillaume Bianchi, Tommaso Marini e Alessio Foconi.
Gli azzurri, ammessi direttamente ai quarti, hanno esordito con un netto 45-26 contro l’Austria. La semifinale contro i russi (AIN) è stata un vero e proprio capolavoro di cuore e carattere: l’Italia, sotto di otto stoccate, ha reagito con lucidità e grinta. Nel giro finale di assalti, Macchi, Marini e Bianchi hanno costruito una rimonta straordinaria, chiudendo 45-40.
La finale, contro una Francia agguerrita, è stata giocata punto su punto fino all’ultima stoccata. Il verdetto finale – 45-43 per l’Italia – ha fatto esplodere la gioia del palazzetto, accompagnata dall’Inno di Mameli suonato per la terza volta in questi Europei.
Una squadra compatta, un risultato storico
Questo oro continentale – che riporta l’Italia sul gradino più alto del podio dopo il bronzo conquistato nel 2024 a Basilea – è il frutto di un gruppo coeso, affiatato e di altissimo livello tecnico.
Un plauso speciale va agli amici e compagni di squadra di Filippo, Guillaume Bianchi, neo campione europeo individuale protagonista di un torneo meraviglioso che si è concluso con la vittoria sul francese Anane (15-5). Complimenti anche a Tommaso Marini, medaglia di bronzo nella prova individuale e a Alessio Foconi, atleta di grande esperienza e solidità oltre che di talento.
Il successo della squadra non è ovviamente solo merito degli atleti. Un grande ringraziamento va al CT della Nazionale Simone Vanni, guida autorevole e sempre presente, al Maestro Marco Vannini, che ha affiancato il team con competenza, passione e visione e infine al preparatore atletico, nostro amico e collaboratore, il Prof.Michele Mariotti.
Il Circolo c’è: una trasferta numerosa e appassionata
Anche il nostro Circolo ha voluto essere parte di questa grande avventura, organizzando una trasferta con oltre cento partecipanti. A Genova erano presenti: i giovani schermidori del nostro vivaio, i bambini che frequentano il doposcuola e i campi solari e 25 studenti dell’Istituto Pesenti di Cascina, con cui collaboriamo stabilmente da tempo.
Per tutti loro, è stata un’occasione unica per vivere lo sport da vicino, respirare l’atmosfera di un grande evento internazionale e vedere in azione i loro beniamini.
Grazie ai nostri sponsor: sport e comunità crescono insieme
Un ringraziamento sentito va ai nostri sponsor: Sogefarm, e Banca di Pescia e Cascina.
Grazie al loro sostegno concreto e lungimirante, questa esperienza è stata possibile. Non si tratta solo di un aiuto economico, ma di un vero investimento nella crescita sportiva e umana dei giovani che frequentano il nostro Circolo.
Un’esperienza che lascia il segno
Quella di Genova è stata una giornata intensa, emozionante e piena di significato. Tra la delusione della gara individuale e la gioia incontenibile per l’oro a squadre, Filippo ha dimostrato cosa significa essere un atleta vero, capace di rialzarsi, lottare e contribuire al successo del gruppo.
Per tutti noi del Circolo Scherma Navacchio, questa trasferta è stata molto più di una semplice gita: è stata un’occasione di crescita, di identità e di orgoglio. E ci ha ricordato, ancora una volta, che la scherma è molto più di uno sport: è una scuola di vita.




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