Un sabato di luglio che difficilmente dimenticheremo, tutti incollati allo schermo, il cuore che batteva all’unisono con ogni stoccata. Sulla pedana mondiale di Tbilisi, oltre alla maglia azzurra, c’era anche un pezzo fondamentale del nostro circolo, Filippo Macchi.
L’Italia sul tetto del mondo
Con una gara da brividi, il fioretto maschile italiano ha conquistato il titolo mondiale a squadre. Una finale combattuta fino all’ultima stoccata, contro gli Stati Uniti, finita 43‑42. A comporre il quartetto azzurro: Guillaume Bianchi, Tommaso Marini, Alessio Foconi e Filippo Macchi, guidati dal CT Simone Vanni.
Una squadra compatta, generosa, determinata. Un’Italia che ha dominato nei turni precedenti, superando Croazia, Singapore, Polonia e Francia, prima di approdare alla finalissima e giocarsi tutto in pochi minuti mozzafiato.
Il match è iniziato nel migliore dei modi grazie a Guillaume Bianchi, autore di un brillante 5‑0 iniziale che ha dato slancio agli Azzurri. Ma nel secondo assalto è arrivato il momento più critico: Filippo Macchi, opposto a Massialas, ha subito un pesante parziale di 2‑10, che ha ribaltato il punteggio a favore degli americani. L’Italia si è ritrovata sotto e ha dovuto ricostruire.
A segnare il cambio di ritmo è stato Tommaso Marini, che ha riportato equilibrio nel punteggio, seguito da un nuovo ingresso di Filippo in pedana che ha fatto la differenza. In uno dei momenti più delicati della gara, Filippo ha reagito con forza e lucidità, realizzando un impressionante 5‑0 che ha riportato l’Italia avanti e ha rimesso in carreggiata la squadra. Il suo contributo è stato fondamentale per ribaltare l’inerzia della finale.
L’ultimo assalto, gestito da Bianchi, si è giocato punto a punto fino all’ultima stoccata: sul 42‑42, l’Italia ha trovato la stoccata decisiva che ha fatto esplodere la gioia azzurra e ha consegnato il titolo mondiale.
Filippo, nonostante una partenza difficile, è stato tra i protagonisti assoluti della finale: ha saputo reagire con personalità, trasformando l’errore in energia positiva, contribuendo in modo determinante al successo della squadra.
Il cuore, il talento, il riscatto
Per Filippo Macchi questo Mondiale ha un valore speciale, ancora più profondo. Solo pochi giorni prima della finale a squadre, Filippo aveva infatti sfiorato il podio nella gara individuale, chiudendo con un ottimo 5° posto assoluto.
Un risultato importante, frutto di una stagione di grande continuità, che lo ha visto tra i protagonisti anche in Coppa del Mondo e agli Europei.
Uscito ai quarti di finale contro l’americano Massialas, futuro argento, Filippo ha dimostrato solidità tecnica, maturità e spirito combattivo. E nonostante l’amarezza per una medaglia solo sfiorata, ha saputo rimettersi in pedana con energia e concentrazione, contribuendo in modo decisivo all’oro a squadre.
Un orgoglio che nasce da lontano
Filippo ha iniziato a tirare di fioretto qui, al nostro Circolo, fin da piccolissimo. È cresciuto con noi, con il sostegno costante della sua famiglia, che da anni gestisce con passione e competenza questo centro.
Vederlo oggi salire sul gradino più alto del mondo non è solo un motivo di gioia sportiva, ma è il simbolo concreto di ciò in cui crediamo: la formazione completa dell’atleta e della persona, giorno dopo giorno.
Tutti con gli occhi sullo schermo
Sabato, davanti agli schermi, eravamo tutti lì. Ragazzi, maestri, genitori, educatori, compagni di sala e amici. A tifare, a soffrire, ad esultare, perché quando un atleta che hai visto crescere raggiunge traguardi così grandi, il risultato diventa un’emozione collettiva, un orgoglio che travolge tutti.
Una storia che continua
Con questo oro, l’Italia torna sul tetto del mondo nel fioretto maschile a squadre, dopo il titolo del Cairo nel 2022. È il 25° titolo iridato nella storia azzurra in questa specialità.
E per noi è molto più di una medaglia: è la conferma che il lavoro, la dedizione e la passione portano lontano.
Un sentito grazie va a Simone Vanni, direttore tecnico della nazionale italiana di fioretto dal febbraio 2025, per la sua guida, la visione e il supporto costante nella crescita del gruppo azzurro.
Un grazie particolare anche al maestro Marco Vannini, figura chiave nella formazione di Filippo fin da giovane e al preparatore atletico Michele Mariotti, che accompagna Filippo con un lavoro scientifico e personalizzato, contribuendo in modo determinante alle sue prestazioni.
Infine volevamo ringraziare nuovamente Filippo, per il percorso che sta affrontando, per la sua determinazione, per il modo in cui rappresenta il nostro Circolo e i nostri valori, anche nelle sfide più dure.
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