Un oro mondiale vissuto tutti insieme: Pippo Macchi, l’Italia e il cuore del Circolo Scherma Navacchio.
Ci sono vittorie che si leggono sui giornali, si guardano in televisione e si celebrano con un applauso. E poi ci sono vittorie che si vivono davvero, tutti insieme, con il cuore in gola e la sensazione che, su quella pedana lontanissima, ci sia anche un piccolo pezzo di noi.
È quello che è accaduto ieri, martedì 28 luglio, quando l’Italia del fioretto maschile ha conquistato il titolo mondiale a squadre a Hong Kong. Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Tommaso Martini sono saliti sul tetto del mondo dopo una finale incredibile, vinta per 45-44 contro i padroni di casa.
Ma per noi questa non è stata soltanto una grande giornata di sport.
Complice l’orario favorevole, con gli assalti decisivi disputati tra la tarda mattinata e l’ora di pranzo, abbiamo potuto vivere il Mondiale tutti insieme. Le attività del camp si sono fermate e i bambini si sono raccolti davanti allo schermo per tifare la Nazionale italiana e, naturalmente, il nostro Pippo.
Man mano che la competizione entrava nelle sue fasi decisive, nell’aria si avvertiva una tensione sempre più forte. Gli occhi erano incollati allo schermo, ogni stoccata veniva accompagnata da un grido, ogni punto subito da un momento di silenzio. Educatori, tecnici, collaboratori e bambini: per qualche ora eravamo tutti parte della stessa squadra.
Poi la finale, combattuta fino all’ultima stoccata. Il recupero, l’attesa, la tensione e infine l’esplosione di gioia per quel 45-44 che ha consegnato all’Italia il titolo di campione del mondo.
È difficile spiegare che cosa significhi vivere un momento simile quando a gareggiare è un atleta che consideriamo uno di famiglia.
Filippo non è soltanto un grandissimo campione e uno dei migliori fiorettisti al mondo. È un ragazzo nato e cresciuto sportivamente qui, sulle nostre pedane. Un ragazzo che, prima di diventare campione europeo, olimpico e mondiale, frequentava a sua volta i nostri campi solari, proprio come i bambini che oggi lo guardavano e facevano il tifo per lui.
Pensare che uno di quei bambini, un giorno, possa ripercorrere la sua strada rende tutto ancora più emozionante. Perché Filippo rappresenta la dimostrazione concreta che i sogni più grandi possono cominciare nei luoghi che viviamo ogni giorno: una palestra, un campo estivo, un gruppo di amici, un maestro capace di trasmettere passione.
Lo sport è magnifico proprio per questo. Sa unire generazioni diverse, interrompere per qualche minuto la quotidianità e trasformare una mattina d’estate in un ricordo che resterà a lungo. Insegna ai bambini che dietro ogni medaglia ci sono lavoro, sacrificio, rispetto, amicizia e capacità di non arrendersi.
Siamo profondamente fieri di avere Filippo come nostro atleta. Ma siamo ancora più fieri di averlo come amico, come persona presente nella vita del nostro centro e come esempio per tutti i nostri ragazzi.
Quella del 28 luglio è stata una giornata straordinaria. Una giornata nella quale Hong Kong, per qualche ora, è sembrata vicinissima a Casciavola.
Grazie Pippo, grazie ragazzi e grazie Italia.
Campioni del mondo!




Share this page